Ovvero come fare un film di auto senza emozionare

Le Mans ’66 – La grande sfida è l’ultima fatica di James Mangold (Logan e Wolverine – L’immortale; Walk the line; Ragazze interrotte), con protagonisti Matt Damon e Christian Bale.

Candidato agli Oscars 2020 in 3 categorie tecniche (miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro) e in quella più ambita: miglior film.

Sicuramente i punti di forza di questa pellicola sono il montaggio visivo e sonoro. Un film sulle auto da corsa non può presentarsi al pubblico senza una meticolosa cura di questi aspetti. Infatti, se cercate l’adrenalina di auto che sfrecciano a 200 all’ora, la gloria della vittoria, il senso di perdita della sconfitta, la vibrante passione per il pericolo e la velocità, allora siete letteralmente sulla pista giusta.

Ma badate bene che non troverete nulla di più di tutto ciò. Ford V Ferrari (titolo originale) è solo abile tecnica di montaggio in senso lato. Gli americani hanno delle formule preconfezionate per fare determinate tipologie di film: qui la regia è completamente uniformata a questo standard risultando anonima e per nulla impressionante. Così come la scrittura, con personaggi ormai visti e rivisti, e con una storia decisamente poco interessante se non nei momenti di gara (le parti migliori del film). Il resto è tutto un riempitivo fatto di tanto testosterone e risse all’americana, condite da una bromance classica tra un personaggio antipatico, sopra le righe, ma eccellente nel suo mestiere e uno più pacato, razionale e positivo. 

Se ad esempio un film come Rush (2013, diretto da Ron Howard) sfruttava l’ambientazione delle auto da corse per raccontare il rapporto drammatico e intenso tra due uomini rivali, qui invece il contesto automobilistico viene usato solo per ribadire ancora una volta quel costante e fastidioso senso di supremazia e rivalsa degli americani su chiunque altro (qui nello specifico, sull’italiana Ferrari). Una gara in cui i protagonisti imbrogliano per vincere – proprio come vorrebbe lo spirito sportivo, no? – rendendo epico aggirare le regole senza conseguenze.  Una storia dal grande potenziale, sprecata per poco.

Quindi la posizione di chi scrive è piuttosto chiara: sul montaggio in generale non si può metter bocca, ma per il resto…  

Denise Maria Paulis