Quattro vite di grande piccola ribellione.

Il film conferma la grandezza ancora una volta di storie cinematografiche tratte dalla letteratura. La regista Greta Gerwig parte dal grande classico Ottocentesco di Louisa May Alcott riuscendo a creare un riadattamento rispettoso e fedele al romanzo ma allo stesso tempo contemporaneo. Riesce a essere femminista all’interno della storia (mostrando forza e debolezze delle protagoniste in modo naturale e senza forzature) e nella produzione cinematografica (dalla presenza di una regista con il suo personale punto di vista al cast quasi completamente femminile). Le protagoniste della storia sono Jo la scrittrice ribelle, Beth la fragile musicista, Meg la premurosa e Amy la capricciosa pittrice.

Ogni piccola donna ha il suo carattere, che la sceneggiatura con tanti piccoli dettagli è in grado di far emergere rispetto a quello delle altre sorelle, tutte hanno il loro sogno da inseguire e raggiungere oltre le difficoltà quotidiane della vita. Piccole donne è una storia fatta di tante piccole peripezie, di vissuti familiari, di dettagli apparentemente scontati e di piccoli gesti grandiosi e ribelli, di dolcezze inaspettate che vengono conquistate per la vita. La storia viene esplorata attraverso Jo con un particolare uso dei salti temporali che rendono originale la lettura del film, con cui si chiuderà facendo meta riferimento alla storia stessa del film scritta da lei. Jo lotterà per la libertà della sua scrittura, cercando di far emergere il talento nonostante le difficoltà di trovare un equilibrio fra il suo cuore e i gusti della gente, più facilmente vendibili agli editori.

La ribellione di Jo cerca di scavalcare tutte le convenzioni femminili dell’epoca, tra cui l’idea dell’amore e del matrimonio necessari per una donna. Quando Jo crede di aver trovato l’amore in Laurie si vede per l’ennesima volta strappare via qualcosa dalla sorella minore Amy. La più piccola delle sorelle si sente per tutto il film all’ombra di Jo, nonostante questo non sia vero, scoprendo poi alla fine che questa convinzione deriva anche dalle continue attenzioni di Laurie nei confronti di Jo, mentre lei lo amava in segreto. Amy nonostante i suoi buoni propositi di scalare nella società attraverso il matrimonio abbandona tutto per seguire il suo cuore.
Beth appare così dolce e piccola, resa fragile dalla malattia risulta spesso la chiave su cui si riunisce la famiglia e l’incoraggiamento per Jo. Meg è la più grande delle sorelle, cerca di mantenere l’ordine e di mantenere le comunicazioni all’interno della famiglia.

I tempi filmici non riescono ad affrontare con attenzione alcune emozioni lasciando in sospeso alcuni lati caratteriali delle protagoniste ma nel complesso è un film ben riuscito. Piccole donne di Greta Gerwig rimane fedele al romanzo rispetto ai precedenti riadattamenti, mantenendo un punto di vista unico e autoriale che ci riporta un messaggio del tutto attuale. Il film parecchio apprezzato ha ricevuto diverse candidature agli Oscar, tra cui quella per miglior film. Non ci resta che aspettare il verdetto e scoprire quale premio vincerà.

S. A.