Diamanti rari e scommesse folli: un mix esplosivo…e pericoloso.

Secondo film di larga distribuzione per il duo di registi newyorkesi dopo Good Time con Robert Pattinson. 

New York, Stati Uniti. È il 2012 e ci troviamo nel principale quartiere di gioiellerie ebraiche della grande mela. Il protagonista, Howar Ratner, interpretato da un Adam Sandler probabilmente nel ruolo della vita, gestisce un negozio di gioielli e diamanti. 

Un giorno, attraverso alcuni contatti con dei minatori etiopi, riesce a mettere le mani su un opale grezzo di colore nero: minerale di grande valore ed estremamente raro soprattutto per la sua gamma cromatica assolutamente fuori dal comune. I tesori però non sono solo difficili da trovare, sono soprattutto difficili da custodire da occhi indiscreti, e questo Howard lo scoprirà molto bene. 

Se ciò non bastasse il protagonista è anche un accanito giocatore d’azzardo con il vizio di indebitarsi con le persone sbagliate. 

Tutti questi elementi collaterali messi insieme getteranno Howard, e con sé lo spettatore, in balia di molteplici eventi mostrando quanto il mercato delle pietre preziose sia in realtà una crudele giungla nella quale nessuno si fa scrupoli.

A caratterizzare questo clima fatto di ambiguità e notevole pressione è soprattutto il montaggio. Fin dai primi istanti il ritmo del film appare veloce e pressante mettendo spalle al muro lo spettatore senza dargli punti di riferimento. Complice un sonoro assolutamente ben fatto che con le sue sovrapposizioni crea confusione e disagio delineando bene la sensazione che si prova quando si cammina sul filo del rasoio: come ad esempio puntare 120 mila dollari per i Boston Celtics contro i Philadelphia 76ers.

Accanto ad un montaggio ben fatto, troviamo una regia dinamica di buon livello con un’estetica interessante fatta di colori brillanti negli interni e luci al neon negli esterni, in una bella New York quasi totalmente notturna. Persino la scrittura riesce a mantenersi ben cadenzata dall’inizio alla fine senza privarsi inoltre di un finale che lascerà di stucco.

Menzione speciale va fatta ad Adam Sandler, detentore di numerosi Razzie Awards come peggior attore (secondo solo a Sylvester Stallone), che in questa pellicola però si mostra come mai prima d’ora riuscendo ad interpretare nel migliore dei modi un personaggio controverso come il protagonista della pellicola, vittima e carnefice del suo stesso destino.

Con Diamanti Grezzi i Safdie brothers, dediti nel corso della loro carriera soprattutto al cinema indipendente, riescono nell’impresa di creare un blockbuster di qualità tra le fila del magnate dello streaming statunitense: Netflix. Creando un film interessante, dinamico e frizzante che riuscirà a tenere incollato lo spettatore per tutta la sua durata, riuscendo anche a stupirlo. 

Nicola Sorrentino