Un dramma potente sul valore della donna.

3 candidature e 1 vittoria ai Premi Oscar, Bombshell – La voce dello scandalo è uno dei film che in America ha fatto più parlare di sé. Diretto da Jay Roach, ricostruisce il caso Roger Ailey, potente capo di Fox News licenziato perché accusato di molestie sessuali da diverse dipendenti. 

Già dalle prime sequenze si percepisce il ritmo serrato della narrazione, in cui ci si rivolge in prima persona allo spettatore (ricordando in questo lo stile della serie tv Fleabag in cui la protagonista rompe la quarta parete rivolgendosi direttamente a chi guarda). Tuttavia l’ironia di Bombshell non è fuori luogo o volta a ridicolizzare e sminuire l’argomento delicato degli abusi sessuali, ma tende ad essere sfrontata per suscitare ancora più controversia e coinvolgimento emotivo.

Il film con Nicole Kidman, Charlize Theron e Margot Robbie è un dramma potente sul valore della donna nella società americana e soprattutto sull’informazione televisiva, che rientra in un sistema di potere in cui il giornalismo si arrende alle richieste dello spettacolo e della politica.

In generale lo sguardo sulla vicenda è molto severo e crudo, capace di mettere in luce le dinamiche subdole e spesso meschine con cui è costretta a vivere la donna che vuole fare carriera in un ambiente lavorativo come quello: una lotta contro la riduzione della donna a mero oggetto sessuale di desiderio. Ma è, invece, capace di realizzarsi al livello professionale e intellettuale. Insomma la donna non è solo belle gambe da mostrare durante il telegiornale, ma anche indipendenza e coraggio.

Il film ci ricorda anche che violenze e molestie a una donna esistono anche perché altre donne permettono che accada. E questa non vuole essere un’accusa contro altre donne, ma un incoraggiamento a fare fronte comune su una battaglia che ci coinvolge tutte, spesso in maniera inaspettata. 

Un messaggio e un taglio narrativo che sicuramente si sono fatti influenzare dal movimento #metoo, anche in virtù di un finale moralistico, che però non banalizza mai la situazione ma anzi ne accetta e abbraccia la complessità e le contraddizioni.

Un film che dà voce a chi è rimasto in silenzio e che dà coraggio a chi ancora non riesce a parlare. Con un cast bravissimo e appassionato e una riproduzione meticolosa degli eventi, a detta di chi scrive bisogna vederlo al più presto quando uscirà in Italia il 26 marzo.

Denise Maria Paulis